Le dichiarazioni dei Rappresentanti di Governo di questi giorni sono cosi insultanti e in malafede che non si può far altro che rivolgere loro delle domande, almeno per vedere se abbiamo capito male, se per caso non siamo prevenuti.
Il Primo Ministro che ci racconta essere una persona sensibile (sono una madre, una donna….), che ci mostra quanto l’amore per sua figlia sia al primo posto della sua vita, si chiede mai se l’educazione di una figlia passi per l’educazione al disinteresse del destino di altri figli, affamati, feriti, uccisi e scacciati dalle loro case?
La nostra Premier e la sua corte di politici e pappagalli del potere ( i vari Mario Sechi, Alessandro Sallusti ecc.) si chiede mai se l’irresponsabilità di cui parla riguardo ai partecipanti alla Global Summud Flotilla non sia invece quella di chi non compie atti di governo, atti ufficiali che rappresentano un impegno, quando bisogna difendere i più deboli o almeno protestare per la negazione dei diritti più elementari: nutrirsi, non essere feriti o scacciati, andare a scuola, costruirsi una vita in cui ci sia un senso, una speranza?
Gli irresponsabili sono davvero quelli che ci mettono la faccia quando i governi fingono di aiutare e invece stanno dalla parte di chi spara, opprime, discrimina?
Mi ha colpito che i componenti della Flotilla, prima di essere fermati illegalmente, arrestati, minacciati, si siano scritti i numeri di telefono di qualche Avvocato sulle braccia.
Hanno imparato dai migranti sui barconi che prima di affondare, scrivono il numero di cellulare della madre sulle gambe, sulle braccia, forse per poterseli ricordare quando ce l’avranno fatta o forse perché qualcuno avverta che non ce l’hanno fatta.
Queste azioni mi ricordano anche i numeri tatuati sulle braccia degli ebrei nei campi di concentramento. E’ davvero una strana storia essere arrestati e minacciati e deportati dai figli di chi quei numeri li portava sul corpo. E naturalmente bisogna ricordare che i mostri che due anni fa hanno aggredito, violentato, ucciso e rapito nei Kibbutz sono ugualmente proprio dei mostri, esempi da non imitare, da cancellare dando un esempio diverso, diverso dalla vendetta che non può far altro che generare altra vendetta, altro odio. Senza fine.
E questa volta voglio usare io una parola che la nostra Premier usa così spesso.
Io sono orgoglioso, di mia figlia che va alle manifestazioni senza tirare sassi quando io li ho tirati in passato. Sono orgoglioso di partecipare al coraggio e allo spavento di chi alza le mani di fronte a militari senza pietà, di chi non ascolta la “madre chiesa” che cerca mediazioni senza esprimersi con più coraggio contro chi stermina e scaccia dalla sua casa gli abitanti di un territorio (come ha fatto Pio XII durante la Seconda Guerra Mondiale), solo perchè – e questa è la vera ragione dei genocidi, – faranno più figli degli israeliani e forse potranno decidere come amministrare la loro vita secondo le proprie regole. Regole che saranno più giuste solo se nessuno li opprimerà e magari li spingerà con l’esempio a non credere a religioni oscurantiste che opprimono le donne e gli uomini.
E sono anche orgoglioso del mio Paese quando non vende la propria coscienza alla propaganda più falsa e corruttrice di giornalisti prezzolati e di ministri razzisti e corrotti.
Per poter curare gli altri – e il mio mestiere è la cura – bisogna potersi alzare al mattino e guardarsi in faccia e non provare disgusto. Oggi la mia cura è scrivere queste righe.
Per poter amministrare gli altri e dirigerli, essere classe dirigente, bisogna saper dirigere la propria coscienza e costruire una direzione che tenga conto dei bisogni di tutti e non solo della propria sconfinata sete di potere. Forse questo pezzo è un po’ moralista, me ne rendo conto, ma succede sempre quando la morale non basta.



